Ho cominciato a parlare di battesimo perchè esso è praticamente il primo passo verso una nuova vita, quella cioè di un cristiano rigenerato, nato di nuovo, come ha detto Gesù stesso nell'Evangelo. Fare il battesimo è una esperienza che ha diversi significati:
- intanto è una cosa che ha fatto Gesù stesso; qualcuno dirà che il battesimo fatto ai neonati è una specie di presentazione al tempio, ma non è vero, sono due cose ben separate e distinte. Gesù è stato presentato al tempio, ma quando ha raggiunto l'età della ragione, in coincidenza dell'inizio del suo ministerio "pubblico" sulla terra, ha fatto il battesimo; la presentazione al tempio serve soltanto ai genitori che affidano il bimbo alle cure di Dio, dimostrandogli fiducia che quell'esserino appena nato possa essere da Lui protetto e guidato nella via migliore; il battesimo invece, è una decisione che può spettare soltanto a chi decide di farlo;
- battesimo significa immersione; quindi non può essere fatto per "aspersione" come fa la religione cattolica, proprio perchè la parola stessa dice un'altra cosa; ma nella Bibbia niente è per caso; infatti immergersi significa abbandonare la propria volontà, lasciarsi coprire, sommergere dalla sovranità di Dio e riemergere con un nuovo indirizzo di vita; un passo di fede che ti costringe un pò a passare sopra al tuo orgoglio, ad umiliarti davanti al creatore del cielo e della terra, ad ammettere che pieghi la tua volontà alla Sua...
- il terzo significato è quasi di "lavaggio", purificazione, ripulitura; quando si accetta Gesù come proprio personale Salvatore, gli si dice che abbiamo bisogno di perdono, che sulla nostra coscienza ci sono dei peccati da perdonare... il battesimo riesce a simboleggiare anche questo passaggio dal peccato alla redenzione, dal senso di colpa al perdono totale e incondizionato... l'acqua che purifica, che salva, che lava, che rende nuovi...
C'è una storia nell'Antico Testamento che rende bene questi significati; un importante capo Siriano, Naaman, si ammalò di lebbra ed era talmente disperato da accettare di andare a chiedere aiuto al profeta di Dio; egli disse a Naaman di andare a lavarsi sette volte nel Giordano, se voleva essere guarito; immaginate quel Re, era arrivato con tutta la sua corte di cavalli, cavalieri e servitori, immaginando qualche cerimonia importante che potesse guarirlo con tutti gli onori, macchè! Doveva superare diversi ostacoli per lui molto impegnativi: doveva scendere dal cavallo, e questo già gli causava delle difficoltà perchè si ritrovava al livello di tutti gli altri esseri umani più umili di lui; doveva poi in qualche modo "svestirsi", quindi rinunciare a tutti quegli orpelli che lo caratterizzavano come uomo "vip", diremmo oggi, "very important person", Dio lo voleva giù da cavallo e spogliato... ma non finiva qui: doveva immergersi sette volte nel Giordano, non una, non bastava, sette volte nel Giordano, chiunque avrebbe perso la pazienza! Fortunatamente riuscì a superare tutte queste difficoltà e fu guarito.
Questa storia ci insegna bene che Dio vuole un decisivo impegno della nostra volontà sottomessa alla Sua... un coraggioso atto di fede nel Suo amore, nella Sua inifinita misericordia, che è soltanto l'inizio di una avventura senza pari, quella di un uomo, di una donna nati di nuovo, per il miracolo della salvezza.
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