il germoglio

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"... una parte di quel seme cadde fra le rocce...

sabato 1 gennaio 2011

essere uno...

“Padre, io ti prego affinché essi siano uno, come io e te siamo uno…”
Questa la preghiera di Gesù, la prossima è la mia:
“Padre, so che hai esaudito la preghiera di Gesù, ora apri gli occhi a noi per farci vedere come stanno le cose!”

Nella nota sulla prova, partivamo dal presupposto che nulla è stato negato a Gesù, dunque quello che Lui ha chiesto al Padre, l’ha anche ottenuto… quindi: noi siamo uno in Dio, come Gesù è uno con il Padre!
Proviamo ad entrare dentro a questa realtà, tenendo presente da subito che sarà per molti un passaggio ostico e difficoltoso: tutti noi siamo uno, tutti, proprio tutti, anche quelli antipatici, anche quelli scontrosi, anche quelli “all’acqua di rose” come si dice, anche quelli che non condividono tutte le stesse nostre dottrine… E’ dura, non è vero? Eppure siamo proprio tutti uno.
Immaginiamo un corpo in carne ed ossa… esso è fatto di milioni e milioni di cellule, alcune simili fra loro, alcune profondamente diverse… pensate a quanto può essere diversa la complicatissima cellula della membrana epatica, da quella di un capello, da quella di un’arteria, da quella di un’unghia… che cosa lega tutte queste cellule diverse fra loro verso un unico scopo? L’appartenenza allo stesso corpo, che si muove in un’unica direzione, con lo sguardo rivolto avanti, con la collaborazione di tutte quelle cellule insieme…
Pensate che cosa succederebbe se la cellula epatica dicesse a quella dell’unghia “tu devi fare le stesse cose che faccio io, altrimenti non possiamo andare d’accordo…” !!!!!!!!! Assurdo, no?
Quella dell’unghia risponderebbe, se è abbastanza saggia: “carissima, anche se non siamo uguali, e non facciamo le stesse cose, andiamo verso la stessa direzione, insieme!”
Paolo diceva: “Ora, dal punto in cui siamo arrivati, andiamo avanti insieme verso la meta…” Voleva dire, non importa a che punto sei arrivato tu, a che punto sono arrivato io, andiamo avanti insieme… qualcuno viaggia a tremila nello spirito, altri sono più lenti e ci mettono più tempo… non importa, andiamo avanti insieme! Qualcuno ha interpretato in un modo, qualcuno in un altro, … non importa, andiamo avanti insieme! Addirittura Paolo arriva a dire “io mi sono fatto greco con i greci, romano con i romani, giudeo con i giudei,” andiamo avanti insieme!
Ora bisogna entrare nel significato di questo corpo, perché Dio ha voluto un corpo di persone così diverse, in Lui, dentro di Lui e che appartengono a Lui?
Perché adesso, nel mondo, invece di vedere Gesù, il mondo vede questo corpo.
Noi siamo la manifestazione visibile di Dio sulla terra.
Siamo la Sua immagine.
Siamo le Sue parole.
Siamo le Sue carezze.
Siamo i Sui miracoli.
Siamo la Sua benedizione.
Noi siamo ciò che Lui è per il mondo.
Dio è amore?
Noi siamo il corpo che porta l’amore nel mondo.
Dio è compassione?
Noi siamo il corpo che porta la Sua compassione nel mondo.
Noi mostriamo al mondo la Sua impronta.
Ecco perché siamo un solo corpo… è perché abbiamo una sola missione… mostrare Dio.
Dio parla attraverso di noi, tocca attraverso di noi, guarisce attraverso di noi, Egli è in noi mentre andiamo per il mondo…
Ho letto una frase che viene sempre usata dai Quaccheri, qualcuno li conoscerà meglio di me, la frase è questa: “Sii sereno di mente e di spirito mentre vai per il mondo, solo così potrai essere in contatto con il Creatore e ricevere da Lui la potenza adatta per ogni circostanza…”
Questa frase mi ha scioccato nella sua semplicità… sereno di mente e di spirito… in contatto con il Creatore… da quel giorno la mia mente si “connette” di continuo, è un respiro pieno di lode, è una riconoscenza infinita, è un legame indissolubile, Lui, il mio papà, nella mia mente e nel mio cuore, sempre… Quando si percepisce questa semplicissima caratteristica di ogni credente, si capisce anche il senso del “corpo”… se sei sereno di mente e di spirito, se sei “connesso” col tuo creatore, senti intorno a te anche la presenza invisibile di milioni di altri pensieri come il tuo che stanno parlando con papà… ogni pezzetto di corpo riceve i suoi consigli, il suo conforto, la sua guida per quel momento e per quel giorno… e tutti insieme andiamo avanti portando il Suo amore nel mondo.
Un’altra abitudine dei quaccheri è il “silenzio”… si fa anche tra amici, tra marito e moglie, tra padre e figli e fra chiunque abbia un forte legame… si sta in silenzio mentre si cerca la comunione con il nostro Creatore che riempie l’anima e il cuore di tutta la Sua tenerezza per noi… e quella tenerezza è come moltiplicata, cento, mille volte di più e la dividi con chi hai vicino, e poi la porti con te per donarla a quelli che incontri…
Io, nel mio piccolissimo, vi consiglio di provarci, mettiamoci in comunione con Dio e con i nostri fratelli in tutto il mondo, senza alcuna distinzione di credo, di religione, di denominazione, sentiamoci UNO con Gesù, come Gesù è UNO con Dio, una sola cosa tutti.
Dio vi benedica!

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